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    Lago Vostok, mistero in fondo ai ghiacci

    Il lago Vostok, una storia lunga milioni di anni, nascosto sotto migliaia di metri di ghiaccio perenne nella parte orientale del continente Antartico.

    La sua presenza fu ipotizzata già sul finire degli anni 50 e durante gli anni diverse spedizioni e ricerche si sono concentrate su di esso, solo nei primi anni 90 si è riusciti a fare i primi carotaggi in profondità per cercare di capire qualcosa in più su questo lago misterioso.

    Un ecosistema a se stante è stato ipotizzato fin dalla sua scoperta e nel febbraio 2012 si arrivò per la prima volta a quota -3776 metri per sondare realmente l’atmosfera presente in quella bolla rimasta separata dal resto del pianeta per così tanto tempo.

    Diversi mesi dopo, una fuoriuscita di cherosene dalla profondità della terra porta in superficie del materiale biologico da analizzare, batteri per lo più. Questi batteri vengono analizzati in laboratorio e si scopre che questi hanno un DNA sconosciuto al’86%, molti vicini alla soglia del 90% che definisce una forma di vita come “aliena” ancora non nota.

    Durante gli anni le diverse spedizioni hanno rilevato una variazione elettromagnetica molto significativa nella parte sudovest del lago e sempre in quella zona del lago è ormai chiaro che ci sia qualcosa di non naturale adagiato sul fondale, probabilmente di materiale metallico. Negli ultimi anni diverse sono state le situazioni che hanno fatto aumentare l’aura di mistero intorno a questo luogo sperduto in mezzo ai ghiacci del sud della terra. Spedizioni scomparse all’improvviso e poi riapparse come se nulla fosse e due australiane che volevano riferire di qualcosa che avevano visto ma che all’improvviso sono state prelevate da una squadra non meglio precisata e portate in un luogo misterioso.

    Anche nel passato ci sono state dichiarazioni abbastanza misteriose, siamo nel 1934 e l’esploratore Richard Evelyn Byrd era rimasto isolato a centinaia di chilometri dal campo base della sua spedizione, dopo 3 settimane fu ritrovato ormai stremato e nel suo diario scrisse che aveva raggiunto le profondità del polo sud e di aver interagito con una civiltà umanoide non meglio precisata all’interno di un reticolo di caverne nelle profondità del ghiaccio.

    Un posto che durante gli anni è passato da scoperta scientifica di tutto il mondo a luogo off limits per pochissime persone, con un segreto custodito da non si sa quanti secoli, l’aura di mistero difficilmente lo abbandonerà.

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