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    Nanni Orcu, la leggenda degli orchi del Salento

    Tra le più belle ed antiche leggende pugliesi, questa volta proprio del Salento, occorre citare quella relativa “all’Orco Nanni” o come ricordano gli anziani: “Lu Nanni Orcu”. Si tratterebbe di un’antica creatura alta come 2 uomini, quindi quasi 3 metri, ricoperta di peli, dalla pelle durissima ed impossibile da ferire.

    Questo essere parlerebbe una lingua incomprensibile e si nutrirebbe di esseri umani, soprattutto donne e bambini. Nanni non sarebbe stato certo l’unico esemplare di orco che avrebbe dimorato in zona, le foreste dei Paduli avrebbe nascosto intere generazioni di questi esseri che, nelle grotte ed in altre cavità naturali, si sarebbero organizzati in piccole società, con tanto di famiglie, figli, e gradi gerarchici.

    Nessuno ovviamente avrebbe mai avuto il coraggio di inoltrarsi in questi luoghi per accertare la veridicità delle leggende che, con il passare degli anni, assunsero sempre più la caratteristica di “favola”.

    In tutto il basso Salento si narrano storie aventi per protagonista il famoso “Nanni Orcu”, ciò che io mi chiedo è: cosa ha originato queste narrazioni? Forse la necessità di mettere in guardia donne e bambini dagli stranieri, soprattutto in un epoca remota (ma neanche troppo) in cui gli invasori erano i turchi (“mamma li turchi” recita ancora oggi un antico detto del posto, in ricordo del terrore e delle barbarie di cui si macchiavano questi invasori).

    Con le loro lingue incomprensibili ai contadini salentini, la loro prestanza fisica da combattenti, il colore della pelle ed i lineamenti fisici differenti da quelli considerati “normali” per le popolazioni locali. Magari accampati nei fitti boschi, in grotte ed antri, pronti ad uccidere e far sparire chiunque fosse venuto a contatto con loro ed avrebbe dunque appreso la loro posizione strategica in terra nemica.

    Ciò che più affascina è la semplicità con la quale gli uomini crearono la leggenda e la sua estrema utilità nello specifico contesto storico. Leggende che sono giunte fino a noi, ancora una volta, a metterci in guardia dai nuovi “Nanni Orchi”, poiché la storia umana non è una retta a senso unico, è un cerchio nel quale gli eventi si ripetono ciclicamente.

    Mario Contino

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